RIMEDIO MACROBIOTICO n.5: il Tè Kukicha

Il tè kukicha è noto per essere una bevanda molto leggera, perché fatto con rametti e piccioli della pianta del tè. Questo lo rende delicato, piacevole e adatto anche a chi preferisce evitare l’eccesso di caffeina.

Il suo sapore caldo, tostato e leggermente legnoso è uno dei suoi punti di forza: è morbido, rotondo, facile da bere e si abbina bene ai pasti senza coprirne il gusto. Per questo nella tradizione giapponese e macrobiotica viene considerato un’ottima bevanda quotidiana, che accompagna bene cereali, verdure e piatti semplici.

Dal punto di vista energetico, nella visione macrobiotica è apprezzato per la sua qualità equilibrata, non troppo yin né troppo yang. Questo equilibrio lo rende adatto a momenti in cui si desidera una sensazione di calma naturale, radicamento e stabilità.

Al mattino ci dà la giusta carica, prima durante o dopo i pasti ci aiuta a digerire, la sera aiuta a rilassare e concilia il sonno.

Ricco di sali minerali come ferro, calcio, zinco, selenio, manganese e rame, è ricco di vitamine come la C, la B1 e B2 e la A, e garantisce un buon apporto di polifenoli, flavonoidi e aminoacidi.

E’ un vero e proprio rimedio perché:

– aiuta la digestione

– ha un effetto alcalinizzante

– ha proprietà antivirali

– ha un effetto benefico sulla densità ossea

– stimola le difese immunitarie

– ha un effetto tonificante ed energizzante

– contribuisce a ridurre la pressione e il colesterolo

– aiuta in presenza di nausea e disturbi del tratto digerente

– grazie alla presenza di potenti antiossidanti come le catechine, riduce l’effetto dei radicali liberi e rallenta il processo di invecchiamento delle cellule e dei tessuti.

Il kukicha è anche molto versatile in cucina: si può bere caldo o freddo, usare per preparare brodi leggeri, cuocere il riso o dare un tocco aromatico a piatti semplici.

ASPETTO SPIRITUALE

Il tè kukicha, nella sensibilità giapponese e macrobiotica, è una bevanda che invita alla semplicità. È ricavato dai rametti della pianta del tè, parti umili e poco appariscenti, e proprio per questo ricorda che il valore autentico spesso si trova nelle cose più sobrie e essenziali. Il fatto che provenga dal legno gli conferisce anche una qualità di radicamento: è un tè che porta con sé una sensazione di stabilità e presenza, ideale quando si ha bisogno di ritrovare calma interiore.

Il suo carattere equilibrato richiama la moderazione, una sorta di “via di mezzo” che invita a non eccedere, a rispettare i ritmi naturali, a vivere con misura. Il kukicha non richiede rituali complessi: appartiene alla quotidianità, e proprio in questo diventa una piccola pratica di consapevolezza semplice, un modo per ricordarsi di essere presenti nei gesti ordinari.

Il suo aroma caldo e leggermente legnoso favorisce una introspezione dolce, non forzata, che apre a un ascolto più tranquillo di sé. E poiché porta con sé i rami della pianta, ricorda anche l’importanza della connessione con la natura e dei suoi cicli, invitando a sentirsi parte di un ordine più ampio.

Essendo leggero e adatto a tutti, il kukicha diventa infine simbolo di una spiritualità inclusiva, gentile e accogliente. Una spiritualità che non cerca l’eccezionale, ma si manifesta nelle cose semplici che sostengono il vivere quotidiano.

PROCEDIMENTO

● Fai scaldare l’acqua

Portala quasi a ebollizione, poi lasciala riposare qualche secondo.

→ L’ideale è 80–90°C (non serve bollente come per le tisane).

● Metti il kukicha nella teiera

Dose consigliata: 1 cucchiaino colmo per tazza (circa 2–3 g).

● Versa l’acqua calda

Copri bene i rametti con l’acqua.

● Infondi per 3–5 minuti

3 minuti → gusto più leggero

5 minuti → gusto più deciso e tostato

● Filtra e servi

Puoi berlo così com’è, caldo o tiepido.

È ottimo anche freddo nelle stagioni calde.

Uno dei vantaggi del kukicha è che i rametti si possono infondere 2–3 volte:

– alla seconda infusione, aumenta leggermente il tempo (4–6 minuti),

– alla terza, puoi allungare ancora un po’.